codice a barre CICLO 5 - Progetti strategici, data driven /L'ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI_IL DATA BASE


model LEZIONE 17 - MODELLI 1

Torniamo al problema di Leonardo (5): ma questa volta proviamo a chiederci in che modo si possa trasmettere a distanza un insieme di dati "strutturati"...

foglio elettronicoI° scoperta: E' necessario strutturare un MODELLO. Utilizzaimo sempre la solita griglia di base numerata, ma questa volta diamo una importanza diversa alle CELLE CONTENITORE. Ogni cella può essere legata ad un'altra tramita l'aggionta di un nuovo formalismo. ad es. operazioni. Le celle diventano dei contenitori di RISULTATI diverse da quelle che contengono semplicemente informazione. LA GRANDEZZA DEL CODICE sta nell'unitarietà tra le operrazione, ovvero se cambio un dato collegato a diverse celle per diverse operazioni, i isultati cambieranno in tutte le celle interessate da questi collegamenti_formalismo matematico_ FOGLIO ELETTRONICO_ad es. EXCEL. (SPREADSHEET)

Ecco il mio foglio di lavoro...un esempio classico di foglio elettronico....nel progetto di un elemento strutturale, si considerano diversi fattori o "DATI associati a convenzioni" che riguardano dimensioni, proprietà dei materiali, carichi etc. etc. il primo risultato banale sarebbe il valore delle tensioni, ma la forza del foglio elettronico in questo caso sta nella possibilità di poter progettare la mia trave tenendo conto di tanti fattori modificabili e istantaneamente verificabili....cambiando il valore del tiro N valuto quali caratteristiche risultano più idonee nel progetto. I DATI SONO INTERCONNESSI_MODELLO DINAMICO.

II° scoperta: la cella risultato può diventare il "dato" per un'altra relazione. Questo moltiplica esponenzialmente la complessità del mio modello. Posso ragionare secondo il "WHAT...IF...", cosa succede se...? E' QUESTO A CREARE IL NUOVO PAESAGGIO MENTALE. Si ragiona per simulazioni.

Ma no è detto che debba per forza essere di ordine matematico, può anche essere di ordine logico etc.... Ecco altri esempi di modellazione che ripropongono in maniera grafica e tramite la modellazione tridimensionale il meccanismo del foglio elettronico.

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SALTO

Utilizzando la stessa griglia ragioniamo per entità: otteniamo il DATABASE (banca dati).

Il database mi permette di contenere e ordinare dati, ma soprattutto mi permette di fare delle ricerche nelle sottocategorie organizzate o delle inagini statistiche. Il database contiene dei sottomondi operativi. Inoltre posso inserire dati raster poiché all'interno del record lo posso associare a un nome-dato. Come per i raster posso inserire dati vettoriali o tridimensionali. Quindi ogni field e ogni record può appartenere a diverse famiglie (testuale, raster, vettoriale, 3D)

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LEZIONE 18 - MODELLI 2 e GIS_appendice sull''EVOLUZIONE DEL MODELLO

GISIl passo successivo riguarda il collegamento tra informazioni testuali e informazioni grafiche all'interno del database. Ovvero su un'immagine territoriale (macromondo), riconsciamo delle entità oggetto collegate a un database che le distingue per micromondi. E' evidente che il macromondo non può essere un'immagine raster piatta. Quindi con il database è possibile tirare fuori facilmente un micromondo di dati da un macromondo in modo progressivo.

Questo è il sitema del GIS (Geographic Information System). Un Sistema Informativo Geografico_sistema computerizzato che permette di acquisire, registrare, analizzare, visualizzare informazioni derivanti da dati geografici satellitari. In sostenza si tratta di un disegno vettoriale in cui le entità sono organizzate per record.

>>>> http://www.novusweb.it/ è il sito da cui è stata presa l'immagine a destra: esempio di livelli informativi che compongono il GIS.

GOOGLE EARTH: pur avendo un buon database non è ancora un sistema GIS perché le immagini sono raster e non ci sono informazioni vettoriali alla base.

Le nuove tecnologie a breve ci permetteranno di localizzate con facilità e di essere localizzati. Questo Genererà un nuovo rapporto con lo spazio poiché questo sarà sempre più legato alle informazioni.

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APPENDICE: EVOLUZIONE DEL MODELLO_IL MODELLO COME DECISIONE:

Torniamo al collegamento con l'architettura: grazie al modello possiamo arrivare a una NUOVA MODALITA' DI APPROCCIO PROGETTUALE. Vediamo 4 tipi di MODELLI DECISIONALI sviluppati durante il Novecento.

1. MODELLO DI NATURA OGGETTIVA = E' vicino ad un approccio prescrittivo, si ragiona per schemi che aiutano la progettazione in modo manualistico_arrivo a soluzioni CERTE, OGGETTIVE. Metodo del diagramma. A bisogni oggettivi associa soluzioni oggettive. (MANUALE)

2. MODELLO DI NATURA PRESTAZIONALE = Architetto matematico Christopher Alexander, non smentisce l'approccio oggettivo ma lo approfondisce: "...dobbiamo suddividere i requisiti funzionali , "esplictarli" sino al grado più basso e poi, e solo allora, attraverso una struttura a lattice complessa potremo decidere...". Si indagano i requisiti funzionali esplicitandoli fino al maggior grado di dettaglio possibile.

3. MODELLO DI NATURA STRUTTURALE (STRUTTURALISTA) = La "gerarchia delle scelte"; alcune formavano "strutture fisse", altre formavano le "variazioni" delle forme e delle organizzazioni entro quelle strutture "fisse".

4. MODELLO DI NATURA DIAGRAMMATICO = E' quello contemporaneo. "Il modello decisionale diagrammatico non è la prefigurazione di un'idea finale, è la prefigurazione di un PROCESSO,  è la prefigurazione delle relazioni che interconneraranno nell'architettura e un codice dna generatore e regolatare di uno sviluppo; Gli esiti dipenderanno da da una serie di accidenti che intervengono come variabili per modificare quel diagramma". (A. Saggio). Il diagramma è la prefigurazione di una serie di potenzialità, di rapporti che reputiamo importanti. Questo modello è estremamente dinamico. A questo punto, se ci ricolleghiamo all'informatica, torniamo al significato di modello scientifico_"SCHEMA TEORICO ELABORATO IN DIVERSE DISCIPLINE PER RAPPRESENTARE ELEMENTI FONDAMENTALI DI UNO O PIU' FENOMENI".

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ooSTRUTTURE NUOVE PER UNA NUOVA ESTETICA.

>>> Con le tematiche stutturali, rispetto alla nuova estetica che si sta affermando si apre un nuovo mondo. Questo settore risulta estremamente interessato al concetto di "modello", o meglio al nuovo paesaggio mentale del What...if..? Infatti in ambito strutturale già da tempo si tende a ragionare sotto questo nuovo punto di vista. Nelle facoltà di ingegneria è ormai affermato il connubio tra riproduzione tridimensionale e spreadsheet poiché questo lascia spazio ad ampi campi di sperimentazione...del resto è proprio la tecnica della simulazione che facilita al massimo le possibilità di combinazione tra i molteplici caratteri che possono interessare una struttura. Non mi riferisco solo a un concetto di ottimizzazione dell'economia della struttura, quanto piuttosto ad una congiunzione di intenti tra i due campi architettonico e ingegneristico. Perché l'arcitettura non rimanga "visionaria" è necessaria una stretta collaborazione tra due figure, che, tramite il modello, riescano a identificarsi nello stesso codice. Le strutture del futuro saranno puro sperimentalismo; le innovazioni rispetto alle tecnologie dei nuovi materiali condurranno a una progressiva "personalizzazione" delle strutture: forse per ogni progetto ci sarà a disposizione un tipo nuovo di struttura caratterizzato da un nuovo tipo di materiale e in cui non avrà più senso parlare di struttura verticale o orizzontale, di classificazione degli elementi o di "telaio"....come si classifica la struttura del "Web of North Holland"?....siamo evidentemente fuori dai canoni costruttivi! Penso che la divisione meccanica dei compiti (simile ad una catena di montaggio) nella fase di progettazione dovrà essere necessariamente una ferrea collaborazione tra specialisti che hanno in comune lo strumento del modello interattivo. <<<


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